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BUONA GOVERNANCE, MIGLIORE PERFORMANCE

By 12 Giugno 2022 Giugno 27th, 2022 No Comments
12 Giugno 2022

Una governance aziendale più evoluta e moderna porta con sé una performance superiore e sa valutare più correttamente i rischi derivanti dall’internazionalizzazione. Una realtà diventata ancora più importante durante la crisi dovuta alla pandemia, dove le aziende la cui governance si è evoluta hanno avuto un calo del fatturato del 6,8%, rispetto all’9,1% delle imprese che hanno avuto un peggioramento nella propria governance.

A rilevarlo il Report 2022 del Corporate Governance Lab della SDA Bocconi e realizzato con il contributo di PwC TLS, Banca Generali e NUO e che ha analizzato le 5.398 imprese italiane con fatturato superiore ai 50 milioni di euro, monitorandone la governance e l’assetto proprietario nel biennio 2018-2020. Questo, secondo la ricerca, ha portato le aziende con una perdita rispetto al 2019 in crescita del 7,1% tra quelle indice di governance in peggioramento, rispetto al 5,2% delle imprese con indice stabile e il 4,4% di quelle in miglioramento.

L’indice di corporate governance (ICG) è calcolato sulla base di cinque parametri e secondo la ricerca nel 2020 la diversity del Cda, ossia eterogeneità del Consiglio per bilanciamento di genere, età e provenienza geografica, è aumentata in 229 imprese, il CdA è stato introdotto ed è stato aperto a consiglieri esterni rispettivamente in 79 e 182 casi, mentre hanno separato le cariche di presidente e amministratore delegato 377 imprese, e 251 sono passate a una leadership individuale, portando le imprese con un ICG in crescita a 771, cioè il 14% del totale.

Una crescita riscontrata, dunque, in ognuno dei cinque parametri, numeri che fanno sì che quello più presente nelle 5.398 imprese italiane analizzate sia la presenza di un Cda, operativo nell’83% delle imprese; seguito dall’avere una leadership individuale, nel 66% dei casi; dalla presenza di consiglieri esterni, 49% delle aziende; mentre il 46% delle imprese separa le cariche di presidente e amministratore delegato, con fanalino di coda la diversity, presente nel 16% delle imprese.

Secondo la ricerca, le imprese con ICG più elevato hanno il 2,22% di possibilità di essere presenti nei Paesi a basso rischio politico ma solo lo 0,86% in quelli ad alto rischio politico, mentre per quelle con indice ICG più basso avviene il contrario: hanno l’1,27% di probabilità di investire in Paesi a minor rischio, contro una probabilità quasi doppia (il 2,44%) di essere in Paesi più problematici. (ANSA)