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ENERGIE NATURALI DISPERSE

By Giugno 22, 2020 Giugno 30th, 2020 No Comments

Tutte le risposte alle esigenze energetiche, anche le più avanzate, sono nella natura. Questa è la differenza tra scoperta e invenzione: l’uomo non crea, mischia fattori naturali per trarne altri che in natura non esistono. Se non sono scomponibili e non tornano a singoli fattori naturali, inquinano perché non si degradano. La natura ha già creato tutto quello che ci serve, basta scoprirlo. Inventare significa non scoprire e mettersi in competizione con la natura, i suoi tempi, le sue logiche, i suoi equilibri. Inventare per ottimizzare fattori naturali, senza cambiarli o alterarli, è cosa giusta: l’innovazione sostenibile ha questo senso.

Poter sfruttare pienamente l’energia solare irradiata sulla terra (centinaia di volte superiore a quella di tutte le altre fonti messe insieme) rimane un sogno. Abbiamo altre utopie più concretizzabili. Globalmente i fiumi versano nelle acque salate dei mari 33/38 chilometri cubi di acqua dolce, una situazione da cui si potrebbero generare 2,4/2,6 Terawatt (un miliardo di kilowatt). L’energia insita nella confluenza di acque diverse che si muovono in traiettorie diverse con cariche circolanti diverse, rimane potenziale. Se la si potesse sfruttare sarebbe totalmente rinnovabile e senza effetti sull’ambiente. Così come l’energia insita nel vento anche in relazione al mare, insieme agli influssi lunari, che lascia dispersi altri 1,2/1,5 Terawatt.

Considerando che il consumo mondiale di energia ha superato i 20 Terawatt queste due sole fonti, sommate a quelle solari, idrolettriche e alle trascurate geotermiche, una volta inventato un sistema di accumulazione per renderle retificate e costanti, potrebbero anche superare le fonti fossili (petrolio, gas, carbone). Oltre al risultato meno climalterante verrebbe anche calmierata una delle prime fonti di inquinamento finanziario che altera gli equilibri economici del mondo, poiché favorisce la ricchezza di pochi e la corruzione di molti.