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GLI ALBERI, LE COMPENSAZIONI CO2, IL RIMBOSCHIMENTO

By 13 Aprile 2022 No Comments
13 Aprile 2022

Compensare la CO2 con gli alberi è certamente utile ma non può risovere i problemi; quindi questa procedura non va sopravvalutata.
La crescente sensibilità popolare per le tamatiche ambientali, sopratutto per l’inquinamento e per il cambiamento climatico, porta diffusamente a credere che basta pianatre più alberi; giusto ma in parte.

Piantare nuovi alberi richiede tempi lunghi per l’assorbimento effettivo di CO2; non tutti gli alberi e non tutte le zone danno gli stessi risultati. Se la piantumazione avviene in terreni residuali (montani, comunque non agricoli, non facilmente accessibili e lavorabili) potrebbe non convenire anche solo per i costi. Talvolta è meglio curare la manutenzione dei boschi esistente; mantenere un bosco pulito ed efficente ha costi da non sottovalutare. Infine la durata di un bosco non è infinita e comunque insidiata da incendi e malattie.

Boschi in territori già esistenti non portano evidentemente nuove possibilità di compensazioni, sopratutto se in zone interessate a basso sviluppo economico dove la manutenzione è scarsa e il tipo di alberi non è sempre il più efficiente per l’assorbimento. Senza parlare dei controlli e delle stime sul reale assorbimento, molto controverso a livello scientifico.

I frequenti inmcendi non creano tempestivamente nuove piantumazioni, anche qui come altrove per burocrazia e carenza di mezzi, economici e competenze. Gli incendi interessano in gran parte in piccoli comuni che non hanno queste disponibilità.
Gli incendi dolosi e colposi nel 2020 sono stati 4.233 e hanno bruciato più di 62mila ettari, le persone denunciate sono state 552, 18 gli arrestati. Rispetto all’anno precedente [..] la superficie bruciata è aumentata del 18%, le persone denunciate sono state il 25% in più, le persone arrestate l’80% in più (segno che nel 2019 ne sono state arrestate davvero poche ndr). “Il 55% della concentrazione degli incendi dolosi e colposi è avvenuto su 4 regioni: Campania, Puglia, Calabria e Sicilia.

La legge vigente stabilisce che le aree boschive incendiate non possono cambiare destinazione per 15 anni, per 10 anni non possono essere insediati edifici abitativi o produttivi, neanche per attività di caccia e pascolo. I controlli sono praticamente inesistenti anche perchè mancano quasi sempre le rilevazioni catastali delle aree colpite. L’intento della legge di scoraggiare gli incendi dolosi è così praticamente indebolito. Per rimboschire occorre una complitata progettazione o non può cominciare, sempre per legge, prima di cinque anni.
Poi una volta definita la pratica occorre avere gli alberi da piantare; non sono un prodotto industriale, quindi vanno programmati e ci vuole tempo. Nessuno può azzardarsi a ordinarli al vivaio senza la certezza dei tempi spesso prolungati da normative sul paesaggio ed in alcuni casi per Valutazioni d’Impatto Ambientale. Un bosco al posto di un altro bosco è considerato come un edificio con impatto panoramico!