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IL PROSSIMO 30 OTTOBRE CONSUMERLAB PRESENTA LA 15a RICERCA

By Ottobre 27, 2020 Novembre 16th, 2020 No Comments
27 Ottobre 2020

La Ricerca EFFETTO COVID-19 SULLE SCELTE FINANZIARIE PREVIDENZIALI – La sensibilità per la pianificazione previdenziale della Generazione Z, redatta in occasione della terza edizione del Mese dell’Educazione Finanziaria, ha messo in evidenza alcune considerazioni base. Prima di tutto la generale, carente, competenza finanziaria della popolazione con particolare accentuazione per la “Generazione Z” (nati dal 1997), la più prossima alla costruzione del futuro. Per questo, tra le fasce di popolazione, ci siamo focalizzati sulla “Generazione Z”, in pratica gli studenti universitari o i lavoratori di primo impiego, ovvero i disoccupati, gli inoccupati, compresi i “neet” che non studiano, non lavorano, non cercano occupazione. In Italia sono tanti, in EU sono tra i più numerosi.

Risulta determinante la crescente influenza del digitale nella gestione del denaro e del risparmio, accanto al disincanto strisciante, soprattutto per la “Generazione Z”, verso i social network dovuto all’uso improprio dei dati personali, agli haters, alle fake news, al benessere psicofisico. L’uso dei social diventa più utile e pratico, lasciandosi alle spalle le perdite di tempo generalizzate. L’educazione finanziaria ha due obiettivi fondamentali: sensibilizzare al risparmio e consentire una gestione ottimale di questo risparmio, dalle pratiche burocratiche alla previdenza. I giovani delle “Generazione Z” hanno crescenti incertezze sul loro futuro, soprattutto previdenziale, e sui cambiamenti al ribasso che li aspetta. Per risparmiare e pensare al futuro occorre lavorare e guadagnare in maniera stabile e continuativa.

Lo scenario pensionistico emerso nell’ultima parte del secolo scorso è oggi improponibile. Anzi oggi il futuro delle pensioni è piuttosto scuro, in particolare per l’importo che potrà essere garantito. Il rapporto tra percettori e contribuenti sta scendendo costantemente. Si restringe la base contributiva perché il mondo del lavoro dipendente per i giovani non cresce, diminuisce. Aggiungiamo la minore natalità che ridurrà i contributori e la vita media che si allunga aumenterà la durata delle pensioni. I giovani non hanno chiara questa situazione.