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IMPRESE COMPETITIVE E TUTELA DEI CONSUMATORI NEGLI ACCORDI COMMERCIALI EUROPEI

By Luglio 2, 2019 Settembre 24th, 2019 No Comments

Un quadro di apertura agli scambi internazionali di beni e servizi, è quello che promuove l’Unione europea con le sue politiche commerciali. L’azione dell’UE per la promozione del commercio internazionale si basa, oltre che sulla diminuzione dei dazi applicati sui prodotti importati, sulla diffusione di un clima di fiducia che richiama principi fondamentali come la sicurezza dei prodotti e dei servizi scambiati, la salute dei consumatori e dei lavoratori, la tutela dell’ambiente.

La policy commerciale portata avanti dalla DG Trade della Commissione europea è basata sulla stipula di Accordi bilaterali che favoriscono l’adozione di misure non tariffariecome, ad esempio, le barriere tecniche agli scambi e le misure sanitarie e fitosanitarie, per assicurare l’efficienza dei mercati. Questi accordi commerciali di nuova generazione riconoscono il ruolo strategico dell’Infrastruttura della Qualità e prevedono il ricorso a standard internazionali di produzione, all’accreditamento e alle valutazioni di conformità, per consentire alle imprese di essere competitive nei mercati internazionali esportando prodotti sicuri.
Tra gli ultimi Accordi commerciali ratificati dall’Unione europea, il tema del coordinamento delle Infrastrutture di Qualità nazionali trova un esplicito riferimento nei capitoli e allegati dedicati alle modalità di definizione dei requisiti tecnici e alle procedure di valutazione della conformità. Vengono richiamati gli standard emessi dagli Enti di normazione internazionali, a partire dall’ISO (International Organization for Standardization) e il ruolo delle organizzazioni, come ILAC (International Laboratory Accreditation Cooperation) e IAF (International Accreditation Forum), che coordinano l’attività degli Enti di accreditamento, armonizzando le prassi applicate nei vari Paesi, con l’obiettivo di offrire garanzie solide e uniformi a tutti i beni commercializzati sui mercati internazionali.
Tra gli argomenti sviluppati negli accordi di più recente negoziazione e che potranno avvalersi, per la loro attuazione, anche degli strumenti messi a disposizione dall’Infrastruttura della Qualità, si segnalano:
Impegno reciproco ad applicare i trattati internazionali in campo ambientale. E’ richiamato nell’accordo con il Canada (CETA, in vigore da fine 2017) e con il Giappone (in vigore dal 1° febbraio 2019) e, in particolare in quest’ultimo, fa esplicito riferimento agli obiettivi della Conferenza di Parigi del 2015 sul clima. Sono previsti strumenti di selezione come le etichette ambientali sui prodotti e le certificazioni per le imprese che adottano un comportamento green nei loro processi di produzione.
Tutela delle indicazioni geografiche, per proteggere i consumatori e facilitare gli scambi per le imprese. È il caso dell’Accordo con il Messico finalizzato a fine 2018 e che andrà a sostituire il precedente in vigore dal 2000. Questo prevede il riconoscimento e la protezione di 340 indicazioni geografiche europee come, ad esempio, il prosciutto di Parma e l’aceto balsamico di Modena. Un elemento di criticità spesso dibattuto nella definizione degli negli Accordi è infatti la protezione dei marchi europei di qualità agroalimentare, come DOP e IGP, perché implica la gestione della diversità nei sistemi di protezione legale dei marchi esistenti tra Paesi UE ed extra UE, e coinvolge i prodotti europei, in particolare quelli italiani, che poggiano sulle garanzie di controllo offerte dall’Infrastruttura della Qualità.