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LA CULTURA PILASTRO DELLA SOSTENIBILITÀ D’IMPRESA

By 3 Agosto 2022 No Comments
03 Agosto 2022

L’opinione pubblica ancora ritiene, in maggioranza, che la tutela dell’ambiente sia il pilatsro della trasformazione sostenibile; questa realtà sta cambiando rapidamente con la partecipazione consapevole e informata delle Aziende secondo i principi di sussidiarietà, prima, e di competività nel rispetto del futuro, poi. L’Azienda deve rispettare tutto il sistema che le pernette di progredire.

L’ecologia è la scienza che studia le relazioni dei viventi tra loro e con l’ambiente in cui vivono (Treccani). Le relazioni tra viventi riguarda quindi gli individui (cittadini consumatori) le comunità, le istituzioni, il mercato, la società nel suo complesso.  

In questa direzione si esprime il XIII  Rapporto Civita “Quando la Cultura Incontra la Sostenibilità”

Il Rapporto (edito da Marsilio Editori e realizzato grazie al sostegno di IGT) indaga il ruolo che la Cultura gioca all’interno delle pratiche di sostenibilità intraprese dalle aziende e nell’ambito delle politiche museali.
Mette in luce l’importanza della sostenibilità indagata in relazione a due sfere principali, quella dell’impresa e quella dell’organizzazione culturale (musei). In un paese come l’Italia, dotato di un immenso e straordinario patrimonio artistico e culturale le imprese di maggiore successo implementano strategie che coniugano sostenibilità e patrimonio culturale presidiando i luoghi di cultura e di interesse ambientale sul territorio ed il mercato al fine di garantire sviluppo, resilienza e competitività.

Le attività che afferiscono ai criteri di sostenibilità riguardano per il 93% il sociale, per l’84% la formazione e per il 79% la cultura; l’effetto stimato il miglioramento dell’immagine in termini di reputazione vale per il 67%, una maggiore forza nelle relazioni sui territori il 52%, l’aumento della visibilità del brand il 28%.

Sono affermati 6 sui 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenible fissati dall’ONU per il 2030: lavoro dignitoso e crescita economica; lotta contro il cambiamento climatico; consumo e produzione responsabili; imprese, innovazione e infrastrutture; istruzione di qualità; città e comunità sostenibili.

Sta cambiando la modalità di relazione tra le Imprese e le iniziative culturale costruendo un contributo misto economico, tecnico e di competenze, creando una integrazione reciproca, una partenership nella progettazione e nellam realizzazione. Questo rendo ogbni inxiativa più affine e strategica all’identità dell’Impresa. 

Ha affermato il Ministro Franceschini “In questi anni è stato fatto un passaggio spero ormai irreversibile, ossia che gli investimenti in cultura sono tra i principali fattori di crescita del Pese. Nel Pnrr abbiamo investito molto, siamo il Paese che ha investito di più. Chi verrà dopo di noi non potrà prescindere da questo”.

Civita ha monitorato nel tempo le attitudini delle imprese italiane ad intervenire nel settore culturale, rilevandone tendenze e trasformazioni da cui si evince un’evoluzione nell’impegno delle aziende verso approcci più autenticamente responsabili e strategici.
Per indagare le prevalenti direttrici delle strategie di sostenibilità implementate da realtà imprenditoriali di diversi settori produttivi, Civita ha realizzato una nuova indagine rivolta alle imprese della propria compagine associativa e a un campione di B-Corp e Società Benefit. 

Rispetto alle indagini realizzate in passato da Civita, si evince ora un’evoluzione nell’impegno delle Aziende verso approcci più autenticamente responsabili e strategici.
Il capitalismo contemporaneo, infatti, vede le imprese perseguire obiettivi di sviluppo che consentano il soddisfacimento di esigenze provenienti da società sempre più sensibili ai valori della sostenibilità ambientale, sociale e culturale.
La sfida della sostenibilità, e, in particolare, quella ambientale, sta assumendo gradualmente una dimensione strategica anche per i musei italiani. I musei sono infatti protagonisti di questo impegno, in una pluralità di forme: dalla gestione dei propri spazi fisici alla produzione di contenuti culturali specifici, alla promozione di comportamenti virtuosi presso il pubblico. I musei confermano di avere un canale privilegiato di comunicazione dei propri contenuti con bambini, adolescenti e giovani, affiancandosi così al ruolo primario, della famiglia e della scuola. 

La grande maggioranza dei visitatori (7 visitatori su 10) sono convinti che attraverso l’arte e la cultura si possa trasmettere un più efficace messaggio a favore della sostenibilità; sempre 7 visitatori su 10 pensano che i musei dovrebbero lavorare per la propria efficienza energetica. Per oltre un terzo degli intervistati, la sostenibilità gioca un ruolo nella scelta del museo da visitare. Il pubblico apprezza i musei gestiti in modo sostenibile: dall’energia ai rifiuti, dall’acqua ai materiali.

Il museo può essere uno spazio in cui si adottano comportamenti a basso impatto ambientale. Ne emerge con chiarezza che, agli occhi del pubblico, i musei possono far crescere il loro cuore verde, e contribuire alla cultura della sostenibilità.