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LA FORZA IMPOSTA DEL CAMBIAMENTO

By 11 Settembre 2020 Ottobre 1st, 2020 No Comments
11 Settembre 2020

Sapremo nel tempo se gli accordi sul Recovery Fund – Next Generation saranno utili concretamente al rinnovamento del sistema Paese. Ci hanno dato la bicicletta, ora dobbiamo pedalare nella direzione dell’efficienza, della visione a lungo termine, della programmazione sistemica. Si tratta di aggiornare le strutture economiche e sociali, che Covid-19 ha svelato come inadeguate, viziate dalla preminente sensibilità al consenso elettorale e ammorbate dalle scelte clientelari. Servono programmi seri e concreti, finanziabili, realizzabili in tempi utili.

Importante puntare allo sviluppo equo e sostenibile, all’interesse generale, al bene comune. All’innovazione per tutti, alla produttività di tutti. Serve dimostrare di essere capaci di cambiare la mentalità con cui si costruisce la politica economica secondo parametri di costi-benefici ben ponderati con l’efficacia strutturale. I “furbetti delle pratiche inutili” devono essere banditi come le proposte favolistiche, i troppi sprechi e gli inamovibili privilegi. Il Recovery Fund è un mezzo che ci viene dato con dei criteri esecutivi chiari e trasparenti. Grazie all’Europa che ha, forse con poco garbo, messo sotto accusa la nostra governance troppo orientata ad accontentare nel breve i consumi dei cittadini o le ingordigie dei gruppi di potere, non il sistema Paese, abbozzando il debito pubblico.

La burocrazia italiana, che rallenta e blocca, è nota. L’Europa ci raccomanda di diventare più efficienti e creare le condizioni giuste per un’attuazione rapida dei progetti d’investimento, in particolare nelle infrastrutture, materiali (lavori pubblici) immateriali (giustizia e semplificazioni). Una perplessità di fondo: questo fiume di denaro aggiuntivo andrà tutto in grandi progetti, giustamente. Come garantire che il tessuto della nostra economia, fatto di MPI – Micro Piccole Imprese possa concorrere a farne parte? Il rischio vero è che si accentui la forbice, già oggi naturalmente divaricante, tra le economie di base e quelle delle multinazionali all’ombra della finanza: perché così le risorse rimangono nelle casse della finanza e non arrivano nelle tasche dei cittadini.