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RICERCA «IL FUTURO NON ASPETTA»

By Maggio 25, 2020 Giugno 9th, 2020 No Comments

L’economia contemporanea non è stata capace di cogliere i segnali che evidenziavano la vulnerabilità e la fragilità dello sviluppo. Il tempo passa inesorabile, il futuro arriva in fretta. Covid 19 ci offre l’opportunità di rendercene conto, di reagire, di rivedere lo stile di vita, i modi di produrre e consumare. La via maestra è l’Economia Sostenibile. La ricerca «IL FUTURO NON ASPETTA. Retroscena dell’Economia Sostenibile. Stress Test da Covid 19» analizza la concretezza e l’efficacia delle prestazioni raccontate dalle Imprese nei loro Bilanci di Sostenibilità. I Consumatori richiedono valutazioni terze, perché ogni narrazione ha un retroscena: ciò che non è detto, ciò che è detto con autoreferenzialità, ciò che è comunicato per essere, ciò che è comunicato per apparire.

Covid 19 ci dice: “Mettete i piedi per terra. Smettete di offendere madre natura, di pensare solo al profitto, di ignorare l’interesse generale, di nascondere danni collaterali, di non calcolare i rischi”. La crescita è squilibrata, non distribuisce la ricchezza in modo equo e sostenibile. Come stanno vivendo la crisi pandemica e come pensano di reagire le Imprese? Questa Ricerca è il frutto di quattro anni di lavoro in cui sono stati esaminati 1.500 Bilanci di Sostenibilità, raccolte interviste da 32.000 Consumatori e valutazioni da 25.000 post sui social network. Sono anche stati organizzati confronti con 155 manager impegnati nella CSR (Corporate Social Responsibility).

La sintesi di questi contributi, integrata con le conclusioni delle nove ricerche preliminari sui temi dell’Economia Sostenibile già pubblicate e discusse in apposti seminari, è raccolta in questa indagine. La Ricerca si propone di costruire un quadro del reale progresso dell’Economia Sostenibile, di valutare la concreta affermazione degli obiettivi annunciati, di analizzare la rendicontazione delle attività non finanziarie che le Imprese pubblicano nei loro Bilanci, di verificare la tangibile partecipazione e l’effettiva consapevolezza dei Consumatori. Si propone di evidenziare la necessità che il Bilancio di Sostenibilità non venga orientato esclusivamente agli interessi ristretti del mondo finanziario e degli addetti ai lavori.

Delle Imprese medio-grandi (30/40mila unità) circa l’80% non redige il Bilancio di Sostenibilità. Diverse Imprese, tenute per legge a farlo, mancano all’appello. A parte quelle presenti nei mercati internazionali, la quasi totalità delle Imprese non ha una sezione dedicata alla redazione del Bilancio su cui, infatti, normalmente è impegnata una sola unità lavorativa, talvolta due o tre, anche condivise con la comunicazione e le relazioni esterne. Quindi, possiamo dedurre quanto sia ancora debole l’impegno sugli obiettivi di sviluppo sostenibile tra le Imprese trainanti del nostro sistema produttivo.

La Ricerca analizza lo scenario di riferimento, narrato attraverso i contributi raccolti, evidentemente influenzati dal tremendo arrivo del Covid 19. Questi contributi contengono osservazioni e considerazioni sul percorso verso l’Economia Sostenibile, basandosi sulla realtà del contesto operativo. Allineandosi agli schemi adottati dalle Imprese, sono state riclassificate le diverse prestazioni, riportate nei Bilanci di Sostenibilità, valutandole in ottica consumeristica. Una tassonomia che si propone, con semplicità e immediatezza, di indicare quanto l’impegno e l’efficacia delle politiche per la Sostenibilità adottate dalle Imprese siano effettive, reali, utili ed efficaci per la salvaguardia del futuro, secondo la sensibilità dei Consumatori.

Una tassonomia utile per identificare le caratteristiche che rendono un’Impresa di successo sul Mercato: la visione corrispondente all’anima dei tempi proiettata al futuro, la missione improntata all’affidabilità per l’interesse generale, la soddisfazione dei suoi stakeholder, Consumatori in testa. Tutte apprezzate nella logica della terzietà. Al fine di perfezionare l’indagine sull’effettivo coinvolgimento dei Consumatori è stato valutato, sempre in ottica consumeristica, il contributo estraibile dagli indicatori ISTAT-BES – Benessere Equo e Sostenibile, inseriti tra gli strumenti di programmazione e valutazione della politica economica nazionale, come previsto dalla Legge di Bilancio. Questi indicatori, infatti, analizzano il benessere nel quadro integrato dei principali fenomeni economici, sociali e ambientali che caratterizzano la vita collettiva.

Focalizzando le priorità e i problemi principali, consentono di valutare l’applicazione di misure di benessere ai processi di governance. La Ricerca si conclude con l’analisi degli interventi implementati da 234 Imprese per contribuire al contrasto della pandemia Covid 19: solidarietà, sostegno, partecipazione, coraggio e apertura a nuovi scenari d’innovazione tecnologica e sociale con donazioni che hanno superato, ad aprile 2020, un miliardo di euro. Esempi concreti e misurabili afferenti ai principi dell’Economia Sostenibile, accanto a strumentalizzazioni di effimera comunicazione. Sarà la storia di chi ha affrontato la crisi evitando la “selezione della specie”.

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